12 aprile 2015



Grande Madre terra fonte di vita.




Come la Grande Madre Terra genera e custodisce, così la donna si fa gratuitamente terra da abitare, dono di sé, affinché la creazione si perpetui. La donna è inizio generativo, possibilità sempre aperta ai molteplici segni del mondo, custode paziente dell’inquietudine, icona della relazione. In lei si radica da sempre il vivo senso della cura, della feconda tenerezza con cui ospita volti e cose, della dolorosa pazienza con cui attende vita e ridona vita. Nella pienezza del grembo, riluce il coraggio del mondo, quel dire sì, sempre sì all’esistenza, come vitalità, esuberanza d’essere, progettualità mai sopita, fragilità mai doma. Nel custodire il segno fragile del nostro stare al mondo, la donna si coglie, e ci coglie, come viandanti che seguono tracciati unici, irripetibili, straordinari, anche - forse soprattutto - nel dolore che, non di rado, contrassegna il nostro vivere malcerto.

E’ la donna che ci ricorda che siamo tutto corpo, la nostra componente più corruttibile, più esposta, più vulnerabile e, per questo, più sacra.

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