11 luglio 2013

Una grande amica, Rossana Bossaglia

Rossana ha accompagnato con i suoi testi critici la mia attività artistica. Aveva sempre la parola buona, sempre al mio fianco. Risoluta, discreta. E' ancora con me quando muovo i pennelli, quando sento il canto di una civetta.
Adorava le civette e nella notte in cui è nata all'ospedale di Belluno una civetta cantava.
Ovunque andassi compravo una civetta per lei. Aveva una collezione fantastica.
Grazie Rossana.



Una forte Esplosione Fantastica

Presentazione di Rossana Bossaglia

Il cammino verso l'astrazione, nel senso di allontanamento dalla mimesi del reale, non è sempre il medesimo. Ci sono artisti, e tendenze, che ne hanno fatto un procedimento per razionalizzare I'indefinita varietà della visione, altri che, al contrario hanno sciolto la leggibilità naturalistica per indagare sotto, oppure oltre, l'apparenza. Ed è poi maturato, come ognuno sa, un astrattismo senza referente esterno, legato a pulsioni profonde che si traducono o presumono di tradursi, in libero gesto.

Angiola Tremonti conosce bene tutte queste cose e non nasconde la propria consapevolezza culturale. Proprio nel solco di questa ha elaborato neI tempo un personale linguaggio, ben individuabile, dove riconosciamo una fervida e spontanea spinta creativa. Il dato a mio vedere più interessante della sua ricerca e del suo modo di esprimersi è che la freschezza comunicativa non nega le grandi matrici che le stanno alle spalle - la suggestione di Kandinsky, per esempio, che appare la più forte -; così come la vitalità della mano si lega a una puntigliosa professionalità: specie nell'ultima produzione, mercè la tecnica dell'"intarsio pittorico" e altri accorgimenti di tipo materico e compositivo.

Si tratta, ora, di una serie di immagini che hanno come base giardini fioriti, o cespi di fiori, o soltanto grovigli di petali, attraverso i quali la varietà, già di per sè inebriante, della vegetazione naturale viene indagata come spia e sintomo di una potenzialità esplosiva delIe forme.

Non c'è elemento riconoscibile nel suo riscontro con il cosiddetto reale che non preannunci, o denunci, una diversa individualità; non c'è immagine di chiara identificazione che tuttavia non si ponga come vibrata denuncia di un'identificabilità diversa, insieme meno decifrabile ma più rappresentativa: una denuncia in positivo, dunque. L'impressione diretta è quelIa di una fertile esplosione fantastica, dove vegetale e animaIe tendono a coincidere - e fiori e farfalle, come ognuno sa, sono il connubbio più simbolico della catena vitale della natura -.

Ma tutto ciò è governato da una riflessione intellettuale che non è l'ultimo motivo del fascino esercitato da questa pittura. Non senza una precisa intenzione i titoli dei quadri, ispirati per gran parte a un favoloso erbario, dunque giocati su definizioni latine, sono l'indice di un elegante e persino ludico dominio del discorso.

Perciò, il tipo di astrazione seguito ed interpretato da Angiola Tremonti è più metaforico che non razionalista o espressionista: I'artista getta lo sguardo nel magma - che è - anche il magma delle pulsioni fantastiche - e ne coglie sintesi emblematiche: anche, come dice il titolo di un bel quadro dai toni azzurri e violetti, testimoni di una speranza esistenziale.


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