1 luglio 2013

Ritorniamo alla comunicazione. Importante.?

Sto rifinendo il mio secondo libro. Dedicato alle donne forti come il CRISTALLO.
Un assaggio????
..........Ero stanca. Stanca. Il tempo – e non solo lui – mi aveva fiaccato il fisico, scavato l’anima, segnato lo spirito, inciso sui nervi. Certe mattine mi alzavo, mi guardavo allo specchio e mi chiedevo chi diavolo fosse quella; quella che aveva preso il mio posto... Si era succhiata la mia vita una goccia alla volta e in cambio mi aveva lasciato quella roba lì. Mica potevo chiamarla vita. Respiravo, certo. Ma il resto? Dov'era finito il resto?

E soprattutto: dov'era finita l'altra, quella che conoscevo e che, dopotutto, non mi dispiaceva. Ci stavo bene insieme. Parlavamo, ci capivamo, facevamo delle cose... Quella nuova, invece, la sopportavo a stento. Somigliavo a un'attrice, dicevano. Ebbene: l'attrice era andata, al suo posto c'era un camerino vuoto, con un vaso di fiori finti, rassegnati al fatto che nessuno avrebbe mai cambiato loro l'acqua. I miei giorni sfilavano così: finti come quei fiori. Ero sola. E mi sentivo inquieta, insoddisfatta, esausta.
“Arrivata” avrebbe detto Gioia - mia figlia - con una smorfia mista di rassegnazione e disgusto. Lo avrebbe detto, se solo si fosse ricordata di avere una madre. Mi avesse mai fatto una telefonata per sapere come stavo. Macché. Per non parlare di quel campione di suo fratello. Buono quello. Non si vedeva e non si sentiva. Dare la vita... mah. I figli la tua vita se la prendono due volte: la prima quando gliela dai e la seconda quando spariscono chissà dove. Due volte te la strappano via e la seconda è molto più dolorosa della prima.

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