22 aprile 2013

La Liberazione. Dedicato a Teo......

Lozzo di Cadore (BL) affresco. Meditazione celeste.

Libertà
Quando pensiamo alla parola "schiavitù", pensiamo a qualcosa di lontano (nel nostro coriandolo di mondo è stata, almeno formalmente, abolita da un pezzo) o a qualcosa di esterno: qualche forza, potere o vincolo che ci costringe ad essere ciò che non siamo e ci impedisce di essere ciò che siamo davvero.
Capita molto di rado, invece, di riflettere sul fatto che la schiavitù di cui soffriamo, spesso, nasce dentro e che le catene delle quali non riusciamo a liberarci sono catene che forgiamo e chiudiamo noi stessi: cinismo, scetticismo, sfiducia, ma anche opportunismo, convenienza, ignavia... La lista è lunga e la coscienza ce la ricorda ogni mattina.
La schiavitù di dentro è molto più dannosa e dura da sconfiggere di quella di fuori, perché molto più difficile da riconoscere e da affrontare. Dato che anche con il 25 aprile si "festeggia" o dovrebbe festeggiare, o , solo alcuni festeggiano... la liberazione di un popolo dal regime che lo teneva in schiavitù, il mio augurio è quello di riuscire a riconoscere le cose che ci rendono schiavi dentro e a liberarcene. Solo così riusciremo ad essere ciò che veramente siamo e saremo in grado di affrontare e sconfiggere le schiavitù di fuori.

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