30 giugno 2012

Qui si vede chi è animalista davvero.



Il Tiger Experience resta chiuso per burocrazia

L'APPELLO. Dopo il servizio di Striscia, la replica: «Ma quali maltrattamenti? La tigre nel filmato era in convalescenza dopo un intervento». «Difficile gestire il centro senza le entrate delle visite. E dallo Stato avanziamo oltre 70 mila euro»


28/06/2012
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Ecco in posa Leo il leone, il re del Tiger Experience è il felino strabico salvato dalla morte. FOTO MARUCCELLI




Del Tiger Experience di Campolongo (Ve) si torna a parlare dopo che Striscia la Notizia ha trasmesso un servizio che denuncia il maltrattamento di felini ospitati al centro, circa una trentina di esemplari tra leoni, tigri e puma.

Grazie al tam tam sui social network diverse decine di sostenitori del Tiger Experience provenienti da tutta Italia, hanno raggiunto il centro di recupero felini, per sostenere i titolari, Gianni Mattiolo e Luana Agnoletto,
e condividere la protesta contro la chiusura avvenuta a dicembre in seguito ad un sopralluogo dei Nas di Treviso che hanno riscontrato alcune irregolarità: mancanza di alcune recinzioni, sepoltura di tre animali e mancanza di autorizzazione all'attività da parte del Ministero dell'Ambiente.

E ora gli stessi titolari vogliono fare chiarezza: «Dal 2005 il Comune di Campolongo rilascia anno dopo anno una regolare autorizzazione come “mostra faunistica permanente” - spiega Gianni Mattiolo - In quell'anno ho fatto richiesta al ministero dell'Ambiente di riconoscimento di giardino zoologico, allegando in successive fasi tutta la documentazione, come richiesto dal ministero stesso; domanda che purtroppo si è arenata tra inghippi e tortuosità burocratiche».

A questo si è aggiunto il servizio su Striscia che denunciava presunti maltrattamenti perché gli animali erano tenuti in camion e cassoni. «Non è vero - si difende Mattiolo -: la tigre filmata, infatti, era sì nel cassone del camion perché era stata sottoposta ad un delicato intervento alla zampa e impossibilitata a muoversi. Inoltre a dicembre, durante la visita dei Nas, non era stato riscontrato nessun maltrattamento di animali, anzi. La sepoltura dei tre felini qui al Tiger? L'ho fatto perché per me erano animali da affezione».

«Nel 2008 - continua Mattiolo - ci è stato affidato dal corpo forestale dello Stato un leone in chiaro stato di malnutrizione sequestrato sulle spiagge istriane, e in seguito un altro felino: nei documenti siamo legittimante definiti come “Mostra faunistica permanente” e per il mantenimento di questi due felini, finora avanzo dallo Stato oltre 70.000 euro. Il paradosso burocratico è che da una parte il Ministero dell'ambiente ora non riconosce più legittime le licenze di “Mostra faunistica permanente” rilasciate annualmente dai comuni (la licenza è stata emessa per il 2012) mentre dall'altra il ministero per i Beni e le attività culturali, per redigere un elenco di strutture che detengono animali selvatici, include in essa anche le mostre faunistiche». Il problema quindi sta proprio nell'interpretazione burocratica e soprattutto contraddittoria tra i vari ministeri e le autorità locali, ma nel frattempo finché non risolve questo paradosso, il Tiger Experience non può aprire.

«Quello in atto è un crudele accanimento - prosegue Mattiolo -. Ho tutte le carte in regola, posso dimostrare alla luce del sole che qui al Tiger ci occupiamo di animali nel pieno riguardo della legge, con amore e rispetto: ogni felino qui ospitato ha un microchip e soprattutto ha un nome, una storia personale che raccontiamo a chiunque venga a trovarci. Il Tiger Experience è chiuso al pubblico da oltre sei mesi ormai, ma i miei animali devono mangiare. Oltre al costo del cibo dobbiamo aggiungere le costanti spese veterinarie, perché tutti gli animali sono monitorati. La totale indifferenza delle istituzioni ci sta logorando; facciamo appello al buon senso delle autorità ad intervenire per il bene di questi felini».

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