20 aprile 2012

Le Mucche da succhiare e i furbetti del Comune

Cascina Pelada e le comiche. Territorio conteso.

Un’ oasi consortile del Comune di Cantù che da anni autonomemente si gestisce nel rispetto del verde e in armonia col territorio vi abitano circa 90 famiglie, dal vecchio pensionato, alla giovane coppia.



Nel 2007 il Comune di Cantù decise di realizzare una rete fognaria, notare che numerose sono le vie di Cantù, anche del centro, che ne sono sprovviste. Nessun controllo ed anche palazzi recenti non sono allacciati, spesso la fogna non esiste ancora. La spesa di 700.000 € è stata voluta da Tiziana Sala e dal Geometra Umberto Cappelletti, nonostante accordi stabiliti con la LISTA STESSA in fase di ballottaggio.

Si chiedeva che tale importo venisse destinato alla manutenzione delle strade e delle scuole.
Urbanizzazione, quindi, non ritenuta indispensabile dagli abitanti della Cascina, che avrebbero preferito essere forniti adeguatamente di acqua potabile in quanto si vedono costretti, ancora oggi a tenere attivo un pozzo privato con incredibili esborsi per controllo qualità e manutenzione.
Mai il Comune ha proposto un incontro chiarificatore e democratico con i cittadini del consorzio.
Rapidità nell’affidare gli incarichi, gara ed appalto, risultato un unico tubo posizionato a 3 metri dal confine su terreni di privati. Silvia Falletti, Calogero Greco e i fratelli Enrico e Renato Greco.

Se il regolamento Comunale considera SERVITE tutte le abitazioni che distano 70 metri in linea d’aria dalla tubazione comunale perché non hanno portato tale tubo in prossimità di case che sono ad oltre 1 km?

Ancora prima di terminare i lavori, una Ordinanza di aprile 2009 e una successiva del 27 ottobreINTIMAVA, come ultima data per l’allacciamento il 31 10 2012. Inviata solo ai Residenti dalla Cascina, e non a tutti i cittadini di Cantù.

Nessuna disponibilità al dialogo da parte dell’Assessore Geom. Umberto Cappalletti e del Sindaco Tiziana Sala.

Senza perdere tempo viene inoltrato un ricorso- parere al TAR, Cascina Pelada non è una proprietà unica e quindi va considerata come il resto della città, vale la regola dei 70 metri? Sarà la giustizia ad emettere sentenza.

Cascina Pelada non perde tempo, progetto e preventivo di spesa sono pronti, pronta è anche la gara d’appalto. Il costo della rete interna si aggira intorno a 900.000 €. In un momento di crisi si parla di una media di circa 8.000 € a famiglia.


LA SORPRESA

IL TUBO NON E’ POSTO SUL CONFINE BENSI’ corre alla distanza di circa 3 metri dal confine. Gravissimo errore.

L’Assessore Cappelletti ed il dirigente Ing. Iorio lasciano quindi i cittadini, e non solo quelli di Casina Pelada in balia di confinanti. Del ricatto e dell’impossibilita’ ad allacciarsi .
Tutto assolutamente assurdo.

Il bello è che la signora Faletti rilascia un consenso immediato, grazie, Calogero Greco chiede 1.700€ per circa 1 mq perché è lo spazio necessario al passaggio, mentre i Molteni chiedono di acquistare 300 mq di bosco per ben € 30.000. Questa la situazione ad oggi.
L’interesse per Cascina Pelada da parte di Capiago Intiamiano perché emerge solo ora.


TROPPO FACILE SUCCHIARE LE TASSE. PER FAVORE CHE CAPIAGO INTIMIANO FACCIA DELLE PROPOSTE PRIMA DI PARLARE DI REFERENDUM.
UN INVITO A TUTTI: i cittadini di Cascina Pelada hanno una loro dignità, hanno anche problemi economici come tutti i cittadini, forse non vorrebbero essere considerati soltanto cittadini da MUNGERE.

Cordiali saluti, testo da riportare per intero. Grazie Angiola Tremonti

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